Artisti » Guido Polo

Guido Polo nasce a Borgo Valsugana il 21 novembre 1898.

Fin da piccolo Guido manifesta una predisposizione per il disegno e per l’arte. Questa inclinazione viene sostenuta dalla zia materna, la pittrice Erminia Bruni, che lo avvicina alla tecnica pittorica e all’amore per le stampe veneziane del ‘700 e i libri di antiquariato. Nel 1911 Guido Polo è a Trento dove frequenta la scuola media presso l’istituto dei Salesiani. La sua formazione artistica si basa sull’insegnamento ricevuto da Luigi Bonazza, Camillo Rasmo e Luigi Ratini, che lo avviano al modello klimtiano di grafia decorativa.

Durante la prima guerra mondiale la famiglia Polo sfolla a Vienna, dove Guido frequenta la scuola media reale italiana. La cattedra di disegno è tenuta dal professor Luigi Comel, insegnante della Scuola Reale Elisabettiana di Rovereto che è stata trasferita a Vienna a causa della guerra. A Vienna osserva e studia i disegni e le stampe della Raccolta Albertina e visita il Kunsthistorisches  Museum, avendo così l’opportunità di conoscere direttamente le opere dei grandi maestri del passato, ma anche quelle di Klimt e di Schiele. Polo respira nella capitale dell’Impero il clima di quell’espressionismo che caratterizza in breve tempo tutte le arti figurative. In quegli stessi anni intraprende alcuni viaggi di studio, organizzati dal collegio, in Ungheria e in diverse città dell’Impero. Nel 1917 realizza la prima incisione, dedicata a Dante Alighieri. Nel 1919 ritorna a Trento, dove raggiunge la sua famiglia e si dedica a studi letterari. La chiusura dell’ambiente culturale trentino lo spinge a partire per Milano. Esegue alcune vedute “dal vero” del capoluogo lombardo, con rapidi spunti e annotazioni. In questo periodo intraprende il suo primo viaggio a Monaco, interrotto dopo breve tempo per ragioni di salute. Nel 1923, rientrato a Trento, partecipa alla mostra autunnale di Ca’ Pesaro con un disegno a penna intitolato Il falciatore, molto apprezzato da Nino Barbantini. Nel 1926 inizia la produzione incisoria. Tra il 1928 e il 1930, stanco e deluso della vita di provincia, compie brevi soggiorni di studio a Lipsia, a Dresda, a Praga e a Budapest. Conosce il pittore e incisore Frans Masereel e Oskar Kokoschka. In questi anni esegue le famose incisioni Tilde, Il fantasma sopra la città, Lo spettro e Fantasie nordiche. Ritornato a Trento, diventa amico di Tullio Garbari e Gino Pancheri; aderisce al “Gruppo Trentino d’Avanguardia”, fondato da quest’ultimo. Nel 1932 è a Milano, dove entra in contatto con il gruppo Novecento:  sperimenta l’atmosfera del “ritorno all’ordine”, anche se sono soprattutto Monaco e la cultura tedesca ad attirarlo. Intraprende alcuni viaggi di studio a Roma, a Firenze e a Venezia. Nel 1938 sposa Ada Bertoldi. Durante la Seconda Guerra Mondiale insegna disegno nelle scuole medie di Trento e in alcuni istituti privati. A causa della guerra sfolla con la famiglia a Calavino. Iniziano i periodi di soggiorno a Parigi, dove si reca per motivi di studio. Diventa amico di Gino Severini. Tra il 1952 e il 1954 aderisce all’Associazione Incisori Veneti, partecipando a gran parte delle esposizioni. È  uno dei soci fondatori dell’Accademia del Buonconsiglio di Trento. Nel 1972 è nuovamente a Parigi. Riceve dal comune di Borgo, in occasione del suo ottantesimo compleanno, la targa che raffigura la campana maggiore della Chiesa di Borgo. Nel 1988, dopo alcuni mesi di malattia, muore a Trento il 15 febbraio.